Associazione Italiana Compositi Fibrosi    
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FRP e' acronimo di Fiber Reinforced Polymers utilizzato per indicare una vasta categoria di materiali compositi che costituiscono la frontiera dell'attuale tecnologia delle costruizioni. Essi sono costituiti da matrici polimeriche in cui sono immersi rinforzi di fibre tessute o unidirezionali. Il loro impiego nel campo delle costruzioni aeronautiche continua con grande successo. Attualmente il rivoluzionario velivolo Centurion compie i primi voli sperimentali; esso abbina leggerezza ed efficienza aerodinamica, e come il suo predecessore Pathfinder ha una struttura interamente in materiali compositi (fibra di carbonio e kevlar) rivestita da una pellicola protettiva. Il Centurion raggiunge la stratosfera con motori che sviluppano ridottissime potenze.


Nelle costruzioni civili il promettente impiego degli FRP copre principalmente tre categorie di funzioni:
1) struttura interamente in composito (travi, pannelli , gusci)
2) armatura di materiali tradizionali quali calcestruzzo, muratura e legno,
3) rinforzo di elementi strutturali esistenti di varia tipologia e materiale


Nella prima categoria sono dominanti i profili pultrusi, leggeri, resistenti e sufficientemente rigidi; per essi si prospettano funzioni tipiche della struttura portante intelaiata. L'impegno maggiore attualmente punta a risolvere i problemi delle connessioni. Per gli altri elementi a lastra o guscio si possono riconoscere nelle nascenti costruzioni civili di composito le evoluzioni delle classiche applicazioni nei settori aeronautico, navale e automobilistico. I primi ponti e le prime unita' abitative interamente in composito cominciano a fare le loro apparizioni.


Nella seconda categoria sono dominanti barre e reti ottenuti con varia tecnologia. Questi sono utilizzati per armare travi e pareti di calcestruzzo o muratura ovvero per collaborare strutturalmente con il legno.
La presollecitazione si presenta particolarmente interessante per l'alto rapporto "resistenza /modulo E" dei cavi o barre di composito. I problemi di ancoraggio sono i maggiori campi di impegno della ricerca. Ponti presollecitati e strallati sono ormai gia' in uso in varie parti del mondo.


La terza categoria e' quella che piu' delle altre si diffonde velocemente. Il rinforzo delle infrastrutture deteriorate o danneggiate vanta la maggiore numerosita' di applicazioni. La rapidita' degli interventi e la grande efficienza ha convinto molti progettisti ad imboccare questa strada. Il costo non e' elevato se si considera in confronto con tecnologie tradizionali in relazione ai tempi di esecuzione e difficolta' di cantiere. Nelle zone sismiche il miglioramento del comportamento strutturale delle strutture esistenti si consegue spesso con sorprendente efficacia .
Si deve considerare l'alto rapporto "resistenza/peso" che per le strutture sottoposte alle azioni sismiche risulta determinante. In quest'ambito la tecnologia del wrapping (fasciatura) con compositi formati in sito costituisce una vera rivoluzione della ingegneria strutturale. Infatti, il confinamento delle colonne e il rinforzo flessionale e a taglio delle travi si consegue con facilita' ed efficienza "cinturando" o "placcando" gli elementi strutturali con tessuti impregnati di resina. Le resine costituiscono la matrice del composito mentre le fibre del tessuto sono di varia natura: carbonio, aramide, vetro, polivinilalcool, o altre fibre minerali. Dosando strati e morfologie del composito si ottengono incrementi notevoli in resistenza e duttilita'.
Questo settore vanta rapido sviluppo applicativo mentre le metodologie di calcolo non sono del tutto sistemate e raccolte in norme o raccomandazioni. In particolare, il rinforzo a taglio delle travi di calcestruzzo armato e' oggetto di ricerca per quanto riguarda schematizzazioni di calcolo e morfologie di applicazione.
Nella quasi totalita' di questi interventi il rinforzo e' esterno, quindi la trasmissione delle azioni dal composito alla struttura originaria avviene sulla pellicola esterna dell'elemento rinforzato. Nelle travi di calcestruzzo armato si indica con "copriferro" lo spessore esterno di calcestruzzo che deve essere in condizioni di trasmettere le predette azioni. La consistenza del supporto va valutata prima di ogni intervento e solo se ritenuta adeguata si puo' procedere alla applicazione. Tornano buone le metodologie di prova non distruttiva per acquistare gli elementi di giudizio.
Per le murature storiche il discorso si fa particolarmente interessante. Volte e cupole possono ottenere un aiuto di incalcolabile efficacia se placcate di composito quando sono sottoposte ad azione sismica. Meccanismi di collasso possono essere impediti con il risultato si abbattere la vulnerabilita' intrinseca di questi elementi strutturali. Le teorie del restauro pretendono un intervento rimuovibile: questo e' ottenibile con varie teconologie attualmente allo studio.

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